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martedì 11 novembre 2014

Cosa stiamo facendo (?)


Secondo quanto stabilisce l'art. 2 della Legge n. 47 dell'8/02/1948, «Ogni stampato deve indicare il luogo e l’anno della pubblicazione, nonché il nome e il domicilio dello stampatore e, se esiste, dell’editore». Sempre secondo quanto stabilisce l'art. 1 comma 1 della Legge n. 62 del 7/03/2001, «Per 'prodotto editoriale', ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora o televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici», quindi anche il volantino appena emesso dall'Amministrazione.

Ci permettiamo di far notare che nel volantino informativo in questione (immagine in alto) non sono presenti queste essenziali indicazioni di legge, a differenza del nostro Giovani News:


Invitiamo l'Amministrazione a non più stampare in maniera abusiva. Anche perché, secondo quanto stabilisce l'art. 16 della già citata Legge n. 47 dell'8/02/1948, «Chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale o altro periodico senza che sia stata eseguita la registrazione prescritta dall'art. 5, è punito con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a lire 500.000. La stessa pena si applica a chiunque pubblica uno stampato non periodico, dal quale non risulti il nome dell'editore né quello dello stampatore o nel quale questi siano indicati in modo non conforme al vero».


Quindi, chiediamo che nel prossimo numero del volantino vi sia nome e indirizzo della tipografia presso cui è stato stampato, oppure la dicitura «Stampato in Proprio» e, come prevede la Legge, che tale affermazione sia dimostrabile.

Inoltre, vorremmo far notare che non è corretto che la Maggioranza pubblichi un volantino che riguarda la propria azione politica ponendovi in alto i simboli del Comune di Comabbio. Per il principio di par condicio, vorremmo che facessero come noi, ossia che il loro volantino recasse il simbolo elettorale con cui si sono presentati alle scorse elezioni amministrative. Non si tratta, infatti, di una comunicazione ufficiale del Comune di Comabbio, ma di un mezzo di propaganda politica identico al nostro. Chiediamo che nei successivi numeri del volantino in questione siano tolti i simboli del Comune di Comabbio.

Ci complimentiamo, tuttavia, con l'Amministrazione: finalmente ha seguito il nostro esempio. E' una cosa straordinariamente importante informare i cittadini: costa poco e c'è tutto da guadagnare.

Ma chiediamo che ciò sia fatto nel pieno rispetto della Legge e della par condicio.

sabato 8 novembre 2014

La RIVINCITA degli «incompetenti»


Il 9 maggio di quest'anno fummo definiti dal sig. Sindaco «incompetenti».

Quella volta non ce la prendemmo più di tanto: faceva parte delle normali 'scorrettezze' che in una campagna elettorale sono ritenute lecite.

Oggi, a distanza di qualche mese, ci prendiamo la nostra (seppur magra) rivincita. E lo facciamo «a colpi di Regolamento».

«Ancora Regolamento? Quel muffoso e inutile pezzo di carta?» avrà pensato il sig. Sindaco ricevendo una nostra mozione il 4 ottobre di quest'anno. Probabilmente avrà anche pensato che noi, di Regolamento, sappiamo ben poco. Forse è stato in forza di questa sua convinzione che stava per commettere una grave violazione del Regolamento del Consiglio Comunale e un qualcosa che da alcuni è stato definito addirittura un reato penale.

Oddio, di reato non vogliamo sentir parlare per il momento, non sappiamo se possa essere considerato tale (e invitiamo quanti affermano ciò a moderare i termini). Anche perché, grazie alla nostra inaspettata conoscenza del Regolamento, abbiamo evitato al sig. Sindaco proprio di commettere un qualcosa di cui poi avrebbe dovuto rispondere.

Ma cosa ha fatto di così grave il sig. Sindaco? Ha cercato di liquidare una nostra mozione con una e-mail. Secondo quanto stabilisce il Regolamento (art. 22 comma 5), infatti, qualora uno o più consigliere presentassero una mozione, essa non potrebbe che essere messa all'ordine del giorno del successivo Consiglio Comunale e in quella sede essere messa ai voti. Non si scappa, questa è la procedura.

Ed invece, il sig. Sindaco ha cercato di «insabbiare» la nostra mozione inviandoci una e-mail firmata di suo pugno, nella quale ha scritto di non avere intenzione di fare quanto contenuto nella nostra mozione per strani ed oscuri motivi che ad oggi nessuno è riuscito a svelare.

Qualora il sig. Sindaco non inserisse (come prescritto dal Regolamento) la nostra mozione nel successivo Consiglio Comunale, commetterebbe un grave illecito di cui poi dovrebbe rispondere.

Ma per sua fortuna ci siamo noi. Qui di seguito abbiamo postato il testo della lettera che abbiamo inviato giusto oggi in Comune, all'attenzione del sig. Sindaco. In essa le abbiamo fatto presente quanto è stato appena esposto.

Forse sarebbe troppo chiedere che ci ringraziasse: d'altra parte le abbiamo appena evitato future e spiacevoli conseguenze, non certo gradite a lei come a tutti i comabbiesi... Ma forse un po' più di rispetto per degli «incompetenti» come noi sarebbe gradito.


La nostra lettera di risposta