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mercoledì 11 maggio 2016

La Matematica non è un'Opinione


Finora si sono celebrati 9 Consigli Comunali. In tutto 83 punti all'ordine del giorno, di cui: 

73 (87,9%) proposti dalla Maggioranza
10 (12,1%) da noi. 

Noi abbiamo votato:

15 volte contrari
19 volte astenuti
49 volte a favore.

Cioè:

18,1% contrari
22,9% astenuti
59% a favore.

Sulle proposte presentate dalla Maggioranza (finora 73), così abbiamo votato:

15 volte contrari
19 volte astenuti
39 volte a favore


Cioè:

20,5% contrari
26% astenuti
53,5% a favore.

Sulle proposte presentate da noi (finora 10), la Maggioranza ha votato così:

9 volte contrari
1 volta astenuti
0 volte a favore

Cioè:

90% contrari
10% astenuti
0% a favore.

mercoledì 4 maggio 2016

Questo matrimonio non s'ha da fare


Nel 1927 il Duce Cav. Benito Mussolini introduceva in Italia la tassa sul celibato, un balzello che toccava a tutti coloro che non si erano ancora sposati (oltre 100 lire a celibe).

A distanza di quasi un secolo, le cose sono nettamente cambiate. A Comabbio, ad esempio, da mercoledì scorso pagheranno quanti intenderanno sposarsi.

Eh già... non bastavano l'IMU, la TASI, la TARI, l'IRPEF, le bollette, il mutuo, gli stipendi da fame, la disoccupazione, l'asilo, la mensa, i magrissimi assegni famigliari etc. ad allontanare i cittadini dal matrimonio e dalla famiglia... mancava, giust'appunto, un tributo per quanti vorranno sposarsi civilmente.

Infatti, col Consiglio Comunale del 27 aprile 2016 è stato varato un nuovo Regolamento Comunale per la Celebrazione dei Matrimoni Civili che stabilisce una forma di 'rimborso spese' che toccherà pagare a quanti vorranno sposarsi civilmente.

Ma a quanto ammonta questo nuovo balzello? Esso andrà da un minimo di 50 € (se il matrimonio è celebrato nei giorni infrasettimanali), a 150 € (sabato o domenica, festivi o prefestivi), fino a 300 € per il pacchetto 'deluxe' (se celebrato in villa Montevecchio-Barilli). Peggio andrà ai non residenti: il minimo è 200 € (infrasettimanale), 300 € di sabato o domenica, festivi e prefestivi, idem per il pacchetto 'deluxe' in villa Montevecchio-Barilli.

Che cosa accadrebbe se i piccioncini decidessero di sposarsi in un'altra villa che non sia la Montevecchio-Barilli? Meglio non chiederselo, già non si comprende perché inserire in un Regolamento Comunale una villa di proprietà di privati...

Il suddetto Regolamento ha anche dei lati, se vogliamo, più 'comici'. Ad esempio, interviene su uno degli aspetti più tediosi del matrimonio civile: la durata. E' arcinoto che tale liturgia duri ore ed ore... il Regolamento stabilisce, finalmente, che il matrimonio civile non potrà durare più di mezz'ora. Qualora al 31° minuto vi fossero ancora invitati intenti a lanciare riso e petali di rosa, l'area verrà prontamente sgomberata con lancio di fumogeni e polizia in assetto anti-sommossa.

Viene da domandarsi: da quando per godere di un diritto costituzionalmente garantito come la libertà di matrimonio è obbligatorio pagare?

Questo nuovo Regolamento, che a tratti (come si è visto) ha del comico, è solo uno dei tanti che abbiamo dovuto votare all'ultimo Consiglio Comunale. Ben 4, fra cui spicca il nuovissimo Regolamento per l'uso dei locali e delle strutture di proprietà comunali. Anche in questo caso, si stabilisce che quanti vorranno utilizzare uno spazio pubblico (come, ad esempio, la sala convegni nella ex-Cooperativa), dovranno pagare. Con buona pace del centro anziani e del 'centro di aggregazione' con cui fu pubblicizzata la ex-Cooperativa qualche anno fa.

I prezzi non sono poi altissimi: l'affitto della sala convegni nell'ex-Cooperativa costa da 50 a 70 € per una giornata, 5 € all'ora per la palestra, fino a 30 € per 3 ore nella sala biblioteca.

Questo ritrovato istinto legislatore della Maggioranza ci ha lasciato alquanto sgomenti. Non perché si tratti di qualcosa di assolutamente nuovo (di solito si parla di 'volere superiore' o di 'ce lo chiede lo Stato'), ma perché si ravvisa in esso una forte tendenza a fare cassa, cioè a raggranellare quanti più danari possibile.

Ci lascia sgomenti dal momento che il Comune di Comabbio (Patto di Stabilità sì, Patto di Stabilità no) è ricchissimo! Si sono appena spesi 2.4 milioni di euro per la ex-Cooperativa, centinaia di migliaia di euro in parcheggi, marciapiedi, dissuasori stradali, quasi mezzo milione per la Pelada. Tra poco si spenderanno quasi 300.000 € per una nuova strada e 100.000 € per l'ennesimo parcheggio... e l'Amministrazione si cura di raggranellare 100 € per celebrare un matrimonio civile o per affittare uno spazio pubblico ad un privato?

In un Comune ricco come il nostro non si dovrebbe pagare per sposarsi, ma essere pagati per farlo; non si dovrebbe pagare un rimborso spese per l'utilizzo di una sala pubblica, dovrebbe essere gratis! Certo, in un Comune ricco come il nostro dove le risorse sono impiegate per il meglio...

sabato 23 aprile 2016

Consiglio Comunale - 27 aprile 2016



Mercoledì 27 aprile 2016 alle ore 20.30, si riunisce nuovamente il Consiglio Comunale.

All'ordine del giorno moltissima carne al fuoco: IMU, TARI, addizionale IRPEF, un certo numero di regolamenti, ma soprattutto il Bilancio di Previsione 2016/2018. Si tratta di un Consiglio durante il quale verranno prese molte decisioni che influiranno sulla vita dei cittadini.

Come al solito, rinnoviamo il nostro invito a partecipare!

martedì 1 dicembre 2015

Consiglio Comunale del 26 novembre 2015 - COME ABBIAMO VOTATO


Al primo punto dell'ordine del giorno l'approvazione dei verbale della seduta precedente, con il nostro voto favorevole.

Al secondo e al terzo punto le questioni principali di questa seduta: le variazioni al Bilancio 2015.

Le variazioni vengono proposte nell'ipotesi di un radicale cambiamento nel meccanismo del Patto di Stabilità, che permetta finalmente ai Comuni di utilizzare l'avanzo per finanziare investimenti.

Si tratta di variazioni consistenti, con finanziamenti importanti in diversi settori (viabilità, scuola, interventi sul territorio...).

Tuttavia, si trattava di 'ipotesi' di finanziamento, pertanto, sui due punti in questione, ci siamo astenuti.

Al quarto punto l'approvazione del Regolamento per la determinazione e ripartizione del fondo per la progettazione e l'innovazione, testo approvato anche con il nostro voto favorevole.

Il quinto punto, riguardante lo schema di convenzione con il Comune di Ternate per la gestione associata delle acquisizioni di beni, servizi, è stata rinviato su invito del Sindaco stesso.


Con il sesto punto, è stato approvato un testo che prevede che il Comune di Comabbio versi al Comune di Travedona Monate € 400,00 per ogni alunno di Comabbio frequentante la scuola secondaria di primo grado di Travedona, come corrispettivo dei servizi erogati. La questione è dal nostro punto di vista da approfondire, pertanto ci siamo astenuti.


Qui di seguito le statistiche di voto aggiornate all'ultimo Consiglio Comunale:

Finora si sono celebrati 8 Consigli Comunali. In tutto 67 punti all'ordine del giorno, di cui 

57 (85%) proposti dalla Maggioranza
10 (15%) da noi. 

Noi abbiamo votato:

11 volte contrari
15 volte astenuti
41 volte a favore.

Cioè:

16,4% contrari
22,4% astenuti
61,2% a favore.

Sulle proposte presentate dalla Maggioranza (finora 57), così abbiamo votato:

11 volte contrari
15 volte astenuti
31 volte a favore


Cioè:

19,3% contrari
26,3% astenuti
54,4% a favore.

Sulle proposte presentate da noi (finora 10), la Maggioranza ha votato così:

9 volte contrari
1 volta astenuti
0 volte a favore

Cioè:

90% contrari
10% astenuti
0% a favore.

venerdì 31 luglio 2015

Chi tace (non) acconsente



Il 29 luglio scorso, al Consiglio Comunale, vi erano ben 14 punti all'ordine del giorno, molti dei quali di grande interesse per i cittadini. In sostanza, è stata votata quasi tutta la tassazione comunale per il 2015, più una nostra mozione. Vediamo nel dettaglio:



Il 1° punto riguardava, come di consueto, l'approvazione dei verbali della seduta precedente.

Il 2° punto non prevedeva alcuna votazione: era semplicemente una comunicazione che riguardava il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi del 2014, una formalità.

Il 3° punto consisteva in alcune piccole modifiche al Regolamento Comunale per la IUC. Il Comune doveva semplicemente recepire delle disposizioni dettate dal Governo. Abbiamo votato a favore.

Il 4° punto era l'approvazione del piano finanziario per la TARI 2015, la tassa rifiuti. Dato che il Governo costringe i comuni a finanziare interamente il costo di gestione dei rifiuti tramite la TARI, non vi era alcuna possibilità di diminuire il tributo, considerato poi che il ciclo dei rifiuti viene oggi gestito per mezzo di una convenzione fra vari comuni che vede Sesto Calende come capofila. Pertanto abbiamo votato a favore. E, di conseguenza, abbiamo votato a favore anche del punto successivo, il 5°.



Il 6° punto era la determinazione delle aliquote IMU per l'anno corrente. Si è sostanzialmente confermato le stesse aliquote dell'anno passato. Su questo punto ci siamo astenuti.


Il 7° punto riguardava l'aliquota TASI per l'anno corrente...

sabato 23 maggio 2015

Consigli Online


Il 3 ottobre 2014 ci eravamo dichiarati favorevoli alla proposta presentata da Comabbio in Movimento di registrare e pubblicare online le sedute del Consiglio Comunale (clicca qui).

Oggi abbiamo presentato, insieme ai colleghi di Comabbio in Movimento, una mozione in cui chiediamo una specifica modifica del Regolamento che consenta di effettuare registrazioni audio e video del Consiglio Comunale, come avviene oramai in tantissimi comuni italiani.

Il Regolamento, vecchio oramai di qualche decennio, non permette di rendere pubblici i consigli in questo modo, una cosa oramai superata da molti pareri del Garante della Privacy, da leggi e da numerosi altri Regolamenti Comunali.

Ma abbiamo fatto di più. Abbiamo anche presentato il testo di un apposito Regolamento comunale per la disciplina delle registrazioni audio e video delle sedute del Consiglio Comunale, un documento di 11 articoli che si prefigge di regolamentare le modalità con cui le registrazioni dovranno essere effettuate, al fine di evitare che il tutto si risolva in una 'giungla'.

Un'Amministrazione che abbia nulla da nascondere non ha alcun timore di pubblicizzare online le sedute del proprio Consiglio.

sabato 2 maggio 2015

Consiglio Comunale del 30 aprile 2015 - Come abbiamo votato

L'errata convocazione del Consiglio


Dopo quattro mesi, torna a riunirsi il Consiglio Comunale di Comabbio. All'ordine del giorno ben 9 punti di cui 3 presentati da noi.

Prima dell'inizio della seduta, abbiamo dato lettura di una replica, da noi scritta e messa a verbale, in cui rispondevamo alle infondate e diffamatorie accuse a noi rivolte per iscritto dal sig. Sindaco di aver violato la legge sulla privacy scattando delle fotografie al Consiglio Comunale (clicca qui).

Il 1° punto, ossia l'approvazione dei verbali della seduta precedente è passato col nostro voto favorevole.

Il 2° punto consisteva nella rettifica di un errore compiuto nel Piano di Governo del Territorio. Trattandosi di un atto dovuto, abbiamo votato a favore.

Il 3° punto riguardava l'approvazione del Regolamento per le Spese di Rappresentanza, una pura formalità dal momento che il Comune, a detta del sig. Sindaco, non effettua spese di rappresentanza. L'abbiamo approvato, dal momento che regolamentare le spese di rappresentanza non ci trova pregiudizialmente contrari.

Il 4° punto, ossia il Piano di Razionalizzazione delle Società Partecipate, era anch'essa una pura formalità sulla quale, però, ci siamo astenuti, non potendo formulare un pieno giudizio circa l'attività svolta dalle società partecipate dal Comune, rimandando alla decise che prenderà in merito la Corte dei Conti.

Il 5° punto era l'approvazione del Bilancio Consuntivo 2014. Nelle precedenti sedute ci siamo sempre espressi a sfavore del Bilancio 2014, ed anche questa volta abbiamo votato contro. Questo per il semplice fatto che il Bilancio non è altro che l'espressione delle politiche messe in atto dalla Maggioranza, da noi non pienamente condivise. E siamo stati i soli a votare contro.

Giungiamo dunque alle nostre tre mozioni. La prima riguardava il Prestito d'Onore. Invitiamo tutti quanti a leggere le spiegazioni da noi fornite in un articolo del 17 marzo 2015 (clicca qui). La mozione è stata bocciata con le seguenti giustificazioni.

1) Se il richiedente non restituisse il prestito concesso, la riscossione coatta potrebbe costare più della somma prestata. Peccato che, per sua struttura e per quanto previsto dalla legge, il prestito d'onore non prevede una riscossione coatta. In caso di mancata restituzione è prevista una penalizzazione futura e la somma rimarrebbe a fondo perduto.

2) Già il Comune eroga sussidi. Sì, ma sono tutti a fondo perduto. Come sostenuto dal consigliere dott. Dario Leoni, il prestito d'onore consentirebbe di uscire dalla logica puramente assistenziale responsabilizzando il cittadino dei confronti dell'Amministrazione.

3) La Maggioranza preferirebbe forme di lavoro, piuttosto che prestiti. Tuttavia, nel regolamento da noi presentato è prevista la possibilità di sostituire alla restituzione del prestito la prestazione di lavori occasionali.

4) Riguardo a quest'ultimo punto ci è stato fatto notare che, in tal caso, il Comune dovrebbe assicurare gli aderenti sugli infortuni e sulla responsabilità civile. Prima l'Amministrazione propone il Servizio Civico in sostituzione del Prestito d'Onore (entrambe proposte presentate da noi), poi contesta la sua stessa proposta sostenendo che sarebbe necessario fare le assicurazioni RC e Infortuni.

5) Aiutare una famiglia che, momentaneamente, si trova in difficoltà prestandole i soldi per pagare la bolletta sarebbe un «mettere una toppa». Voteremmo a favore se fosse, invece, una forma di credito alle piccole e medie imprese. Abbiamo fatto notare che micro-credito e Prestito d'Onore sono due istituti giuridici differenti e che noi, in quel momento, stavamo parlando di Prestito d'Onore, non di micro-credito.

In generale, non comprendiamo come in molti altri Comuni regolamenti identici al nostro siano stati approvati senza alcun pregiudizio mentre a Comabbio sembra impossibile introdurne uno simile (Comune di Bodio Lomnago [clicca qui], tanto per citarne uno).

Il 7° punto riguardava la rimozione delle telecamere poste sul muro della cappelletta della Madonnina (clicca qui). Il motivo della bocciatura, ricevuta da questa nostra mozione, è semplice: nessuno (a detta della Maggioranza) si è lamentato. A parte il fatto che moltissimi cittadini si sono lamentati (eccome!) con noi, ma che senso avrebbe una simile affermazione? Se domani istallassero delle telecamere sulla Pietà del Michelangelo o sull'Ultima Cena di Leonardo e nessuno si lamentasse sarebbe una cosa giusta? A detta della Maggioranza, ci pare di capire, il giusto e lo sbagliato è dettato dal livello di lamentela dei cittadini. Ci asteniamo dal commentare.

L'8° punto, che per «errore» non era stato iscritto all'ordine del giorno, è la nostra mozione con cui chiedevamo che il dispensario farmaceutico sia trasferito nel nuovo edificio ex Cooperativa, a fianco degli ambulatori medici di base (clicca qui). La stessa mozione era già stata presentata da noi il 6 giugno 2014 e all'epoca era stata bocciata senza motivazione (clicca qui). Ripresentata il 3 gennaio 2015, è stata messa ai voti. E qui la sorpresa. Ci viene detto che la nostra mozione è «superata» perché, dopo aver sommariamente bocciato la proposta l'anno scorso, l'Amministrazione si è accorta di quanto fosse ottima e l'ha messa in atto. La mozione, dunque, è passata ma con un MA: i membri della Maggioranza si sono astenuti in blocco. Se davvero si trattava una buona proposta (tanto che l'Amministrazione l'ha persino realizzata) perché mai non votare a favore? Forse perché era una nostra proposta.

Qui di seguito le statistiche aggiornate.

Finora si sono celebrati 6 Consigli Comunali. In tutto 48 punti all'ordine del giorno, di cui 

39 (81%) proposti dalla Maggioranza
9 (18%) da noi. 

Noi abbiamo votato:

9 volte contrari
10 volte astenuti
29 volte a favore.

Cioè:

18,75% contrari
20,83% astenuti
60,42% a favore.

Sulle proposte presentate dalla Maggioranza (finora 39), così abbiamo votato:

9 volte contrari
10 volte astenuti 
20 volte a favore


Cioè:

23% contrari
25,65% astenuti
51,35% a favore.

Sulle proposte presentate da noi (finora 9), la Maggioranza ha votato così:

0 volte a favore
8 volte contrari
1 volta astenuti

Cioè:

0% a favore
88,9% contrari
11,1% astenuti.

sabato 27 dicembre 2014

QUANDO I NUMERI PARLANO CHIARO


Da giugno si sono celebrati 5 consigli comunali.

In tutto 40 punti all'ordine del giorno, di cui 

34 (85%) proposti dalla Maggioranza
6 (15%) da noi 


Noi abbiamo votato:

8 volte contrari
9 volte astenuti
23 volte a favore.

Cioè:

20% contrari
22,5% astenuti
57,5% a favore.

Sulle proposte presentate dalla Maggioranza (finora 34), così abbiamo votato:

8 volte contrari
9 volte astenuti 
17 volte a favore

Cioè:

23,5% contrari
26,5% astenuti
50% a favore.

Sulle proposte presentate da noi (finora 6), la Maggioranza ha votato così:

0 volte a favore
6 volte contrari

Cioè:

0% a favore
100% contrari.

sabato 29 novembre 2014

Fine dei Giochi

L'Amministrazione, con un voto contrario, chiude la porta in faccia alle Opposizioni... definitivamente.



Ci spieghiamo ancora una volta. Perché i Giovani Per Comabbio ce l'hanno su con queste «Commissioni Consigliari Permanenti»? Cosa sono? Perché sono così importanti? Sono solo tecnicismi? Tutt'altro.

In un articolo di L. Frascotti, pubblicato sul nostro giornale a giugno di quest'anno, si faceva notare una cosa molto semplice: in Consiglio Comunale, a causa di alcune inefficienze della Legge Elettorale in vigore, l'attuale Maggioranza rappresenta sono 1 comabbiese su 3, mentre le Opposizioni rappresentano 2 comabbiesi su 3. Di fatti, chi oggi amministra i comabbiesi rappresenta la minoranza di loro.

Dato che questa situazione è alquanto contraria al concetto di «democrazia» (che prevede, come punto fondamentale, il governo della maggioranza dei cittadini), e dato il fatto che ormai il danno è fatto e non conviene piangere sul latte versato, ci si aspetterebbe che, per lo meno, l'Amministrazione ascoltasse e coinvolgesse quella che è la maggioranza effettiva dei cittadini, ossia quel 62 % di comabbiesi che hanno votato per le Opposizioni e che da esse sono rappresentate.

C'è solo un «ma»: per fare in modo che le Opposizioni siano coinvolte nelle scelte operate dalla Maggioranza attualmente, a Comabbio, non esiste alcuno strumento istituzionale. Attualmente, le Opposizioni sono estromesse TOTALMENTE da qualunque decisione e, per di più, sono informate solo a cose fatte. L'Amministrazione tiene a debita distanza le Opposizioni, non le coinvolge e non ascolta i suggerimenti che da esse provengono.

Lo abbiamo immediatamente sperimentato al Consiglio Comunale del 6 giugno 2014, quando furono bocciati tutti e 5 gli emendamenti da noi proposti alle Linee Programmatiche di Mandato. Lo vediamo tutti i giorni, quando scriviamo delle proposte su questo sito internet, indirettamente indirizzate all'Amministrazione, senza che esse siano messe in opera da chi ha il potere di farlo.

Questo atteggiamento appare il sintomo di un modo di fare politica che si può definire «per partito preso». E sembra paradossale constatare che non vi sia nulla di nuovo: era lo stesso approccio che aveva la precedente Amministrazione nei confronti dell'Opposizione.

Le Commissioni Consigliari Permanenti sono l'unico strumento che il Regolamento mette nelle mani del Sindaco e della Maggioranza per coinvolgere, finalmente, le Opposizioni e per far sì che esse collaborino alle scelte e alle decisioni. Sono dei tavoli (per l'appunto «Permanenti»), a cui siedono membri della Maggioranza e dell'Opposizione per discutere delle questioni che vengono sottoposte all'attenzione del Consiglio, prima che esse vengano messe ai voti. Non costano quasi niente per le casse comunali e non rallentano minimamente l'iter procedurale.

Tutti devono sapere che non esiste alcun altro sistema sulla faccia della Terra che ci consentirebbe di collaborare alle decisioni che vengono prese.

È questo che, con una mozione al Consiglio Comunale del 29 novembre 2014, abbiamo chiesto, ai sensi dell'art. 8 e ss. del Regolamento del Consiglio Comunale di Comabbio. Abbiamo proposto di istituire due Commissioni Permanenti: una per la Gestione del Territorio (edilizia, urbanistica, lavori pubblici e materie attinenti), e una per gli Affari Generali (bilancio e finanza, cultura e servizi sociali).

Ma la nostra mozione è stata bocciata categoricamente, con giustificazioni poco credibili. Con questo voto contrario, l'Amministrazione ha pubblicamente ammesso di non avere alcuna intenzione di ascoltare quel 62% di cittadini che sono rappresentati in Consiglio dalle Opposizioni, ha dichiarato che intende procedere ignorando la maggioranza effettiva dei Comabbiesi. Ma soprattutto, ha reso inutile la nostra permanenza all'interno del Consiglio Comunale: a che serviremo d'ora in avanti? Ad alzare la mano e a fare presenza? A proporre idee su idee, progetti su progetti, iniziative su iniziative che siamo sicuri non verranno neppure presi in considerazione? 

Noi non ci stiamo! Chiediamo che l'Amministrazione dimostri la maturità sufficiente a non guardare da che parte provengano le buone idee, chiediamo di essere ascoltati, che le nostre proposte vengano valutate. L'Amministrazione non è perfetta, talvolta sbaglia, fa scelte poco giuste e noi esistiamo per evitare che ciò accada: per migliorare le decisioni prima che siano prese in maniera definitiva, per proporre soluzioni a cui l'Amministrazione non aveva pensato, per fornire un diverso punto di vista sulle questioni. Ascoltare più pareri, infatti, porta a fare scelte più giuste, e noi non chiediamo di interferire col lavoro dell'Amministrazione, ma di fornire il nostro parere e le nostre proposte, sicuri che esse siano valutate, discusse e, se appropriate, accolte e messe in pratica.

La collaborazione fra Maggioranza ed Opposizione non contrasta minimamente col diritto di critica che ogni Opposizione deve poter esercitare. Infatti, ogni Amministrazione di buonsenso dovrebbe saper incassare la giusta critica fatta coi giusti modi, e contemporaneamente mantenere un rapporto di collaborazione con le Opposizioni. Solo in questo modo si può avere una Democrazia giusta e un'Amministrazione efficiente.

Noi non molliamo: riproporremo ancora la nostra mozione ogni qualvolta ce ne sarà l'occasione, sicuri di un ravvedimento dell'Amministrazione. 

Ma ci auguriamo che questo ravvedimento avvenga il prima possibile.

sabato 22 novembre 2014

Quanto guadagna un CONSIGLIERE Comunale



Il 17 novembre di quest'anno è stato liquidato a tutti i consiglieri comunali il loro compenso per l'anno 2014 (Det. Segr. Gen. n. 24 del 17/11/2014). 


In tutto, il Consiglio Comunale (il «Parlamento» di Comabbio) è costato alle casse comunali 168,00 €, quello che guadagna un semplice commesso del Senato Italiano in poco più di un'ora di lavoro.


Il singolo consigliere comunale ha percepito, dall'inizio dell'anno, la somma «astronomica» di 21 € lordi. 

Dato il costo a dir poco ridicolo del nostro Consiglio Comunale, abbiamo più e più volte chiesto al sig. Sindaco di sfruttarlo maggiormente, istituendo le Commissioni Consiliari Permanenti. In una qualunque democrazia, infatti, il Parlamento è più importante del Governo. Ma a Comabbio il «Parlamento», ossia il Consiglio Comunale, si limita semplicemente a ratificare decisioni già prese nelle segrete stanze della Giunta (il «Governo»).


Il Consiglio Comunale è divenuta una formalità che dura una mezzora (se va bene) o 10 minuti scarsi (se va male), effettuato in maniera a dir poco sbrigativa e tale per cui ci chiediamo se abbia ancora un senso, circondato da una sala costantemente semi-deserta perché nessuno sente cosa si stiano dicendo quelle 12 persone sedute intorno ad un tavolo.


Visto che costa così poco, che ci vuole a renderlo un vero luogo di confronto dove Maggioranza ed Opposizione possano collaborare alle decisioni da prendersi? Perché dovrebbe continuare ad essere un grigio ritrovo serale dove la discussione è limitata a pochi minuti e dove tutte le decisioni (diciamo le cose come stanno) sono state prese in un'altra sede? 

Così com'è ora, il Consiglio Comunale è privato della sua missione: essere un luogo in cui le proposte prima vengono vagliate, poi discusse, poi migliorate e infine votate. Oggi come oggi chi fa parte della Maggioranza non apre quasi mai bocca e gli unici che si prendono la briga di discutere sono i membri dell'Opposizione; pochi minuti di discussione e via col voto. Ed è così che i documenti entrano ed escono dal Consiglio senza che mai vi sia apportata una qualche modifica. Negli ultimi decenni non è mai capitato che una sola virgola dei documenti che sono stati posti all'attenzione dei consiglieri sia stata modificata.

E' palese che un'istituzione che non fa altro che recepire e votare decisioni senza mai apportarvi modifiche sia sostanzialmente un'istituzione priva di motivi che ne possano giustificare l'esistenza.



L'istituzione delle Commissioni Consiliari Permanenti consentirebbe di ridare un senso al Consiglio. Tramite queste istituzioni (espressamente previste dal Regolamento del Consiglio Comunale di Comabbio) i consiglieri (pur sempre pagati con una somma «simbolica») potranno finalmente partecipare alle decisioni, invece che essere convocati una tantum per alzare la mano e fare presenza. Potranno realmente incidere sulle decisioni prese dall'Amministrazione, potranno essere adeguatamente informati di tutto senza dover attendere che venga pubblicato un foglio di carta sull'Albo Pretorio, potranno agire prima che le decisioni siano irrevocabili. E i documenti potranno finalmente essere «migliorati» prima della definitiva approvazione.



Oggi, il nostro piccolo «Parlamento» comunale estromette del tutto le Opposizioni, che rappresentano il 62% dei comabbiesi, le costringe a non avere alcuno strumento per «collaborare» alla cosa pubblica, spreca le energie di tante persone che vorrebbero collaborare anch'esse e che hanno la competenza e l'esperienza per farlo. Questo sì che è uno spreco che non possiamo tollerare.


Ma soprattutto siamo stanchi di sentirci dire che potremmo collaborare anche noi quando gli stessi che ci dicono ciò sanno benissimo che in assenza di Commissioni Consiliari Permanenti non abbiamo alcuna possibilità di «collaborare».

Per questo nel Consiglio Comunale che si celebrerà sabato 29 novembre alle ore 12.00 abbiamo avanzato una mozione per l'istituzione delle Commissioni. Nei giorni scorsi, tuttavia, il sig. Sindaco ci aveva anticipato (in maniera poco ortodossa, clicca qui) che la nostra mozione sarebbe stata respinta. Speriamo ancora in un ravvedimento dell'ultimo minuto.



Facciamo una proposta al sig. Sindaco: visto che il Consiglio, così com'è, non serve a niente, e visto che ha già dichiarato per iscritto di non avere alcuna intenzione di istituire le Commissioni Consiliari Permanenti, perché non abolirlo? Farebbe risparmiare ai contribuenti 168,00 €. 

venerdì 3 ottobre 2014

Consigli Comunali online: ANCHE NOI A FAVORE


Il 4 giugno di quest'anno, in occasione del primo Consiglio Comunale del nuovo mandato, il gruppo consiliare di Comabbio in Movimento aveva indirizzato al sig. Sindaco una formale richiesta di autorizzazione a registrare e pubblicare online il Consiglio Comunale in versione integrale (clicca qui).

Il sig. Sindaco, per tutta risposta, negò il permesso, adducendo motivi di interpretazione del Regolamento.

Il suddetto regolamento, all'art. 45 comma 1 (clicca qui), stabilisce che sono consentite le registrazioni audio/video esclusivamente «ai fini delle sola attività documentale istituzionale», ossia per la verbalizzazione dei Consigli stessi (stando all'interpretazione data dal sig. Sindaco, reperibile qui).

C'è qualcosa che non ci torna.

L'art. 55 comma 4 dello stesso Regolamento a cui il sig. Sindaco si è appellato per negare il permesso di registrare ai nostri colleghi di Comabbio in Movimento, stabilisce che i verbali (che sono documenti pubblici) dovrebbero riportare «in sintesi» gli interventi fatti dai consiglieri, nonché i principali motivi di discussione avuti durante il Consiglio.

In realtà non è così, dal momento che i verbali sinora redatti non rispettano il Regolamento, mancando di riportare gli interventi ed i motivi di discussione.

Dunque, se un giorno noi volessimo dimostrare ai cittadini di esserci pronunciati contro o a favore di qualcosa, oppure di aver sollevato una determinata questione, non avremmo un solo documento che lo dimostri, fuorché la nostra parola.

Tale situazione incresciosa potrebbe essere facilmente risolta con l'utilizzo della registrazione (e conseguente pubblicazione) del Consiglio Comunale. Nessun verbale potrebbe essere più fedele di una registrazione!

Per tale ragione, noi da sempre abbiamo appoggiato la proposta dei colleghi di Comabbio in Movimento di registrare e pubblicare i Consigli Comunali, anzi, siamo sempre stati a favore, dal momento che sono anni che in moltissimi comuni limitrofi ciò viene fatto con regolarità.

Dato che il sig. Sindaco ha già pronunciato la sua sentenza circa l'interpretazione dell'art. 45 comma 1, allora al prossimo Consiglio Comunale proporremo (di comune accordo con i colleghi di Comabbio in Movimento), un emendamento all'art. 45 stesso: non più «ai fini delle sola attività documentale istituzionale» ma una bella frase che consenta, in modo inoppugnabile, di registrare e pubblicare i Consigli Comunali. Tra l'altro non comprendiamo come un atto pubblico, a cui qualunque cittadino può partecipare, possa non esserlo sul web: se è pubblico lo è in tutto e per tutto.

E se davvero l'Amministrazione in carica avesse nulla da nascondere, non potrebbe che votare a favore della nostra proposta.

lunedì 29 settembre 2014